In un mondo del lavoro sempre più competitivo e instabile, le aziende stanno riscoprendo il valore delle persone. Non solo come risorse produttive, ma come individui che, se messi nelle condizioni giuste, possono contribuire in modo straordinario a innovazione, performance e crescita sostenibile. Qui entra in gioco la leadership positiva, un approccio che non si concentra solo sui risultati economici, ma sulla capacità di generare benessere e motivazione all’interno dei team.
Non è un concetto new-age o una moda passeggera. È una metodologia scientificamente fondata che sta rivoluzionando il modo in cui concepiamo il management e, soprattutto, i risultati che le aziende ottengono.
Il costo nascosto della leadership tradizionale
Secondo il rapporto annuale “State of the Global Workplace” pubblicato da Gallup nel 2024, i team guidati da leader che praticano una leadership positiva registrano un 18% in più di produttività e un 23% in più di engagement rispetto a quelli guidati da uno stile tradizionale. Non si tratta quindi di una moda passeggera, ma di una strategia concreta che incide su retention, riduzione del turnover e clima aziendale.
Nel rapporto di Gallup, si evidenzia anche un calo significativo nel coinvolgimento dei dipendenti e nel benessere generale nel 2024. Questo declino, il secondo in dodici anni, è particolarmente marcato tra i manager, con impatti negativi sulla produttività e sull’economia globale. Il rapporto identifica una perdita di $438 miliardi a causa del disimpegno e stima un potenziale di $9.6 trilioni se la forza lavoro fosse pienamente impegnata. Vengono esplorati i fattori che contribuiscono a questi trend, inclusi citazioni dirette di lavoratori, e si sottolinea il ruolo cruciale dei manager nell’invertire queste tendenze e promuovere un ambiente lavorativo più sano e produttivo.
Ho visto personalmente le conseguenze di una leadership basata solo sui risultati:
- Team talent che si spegne progressivamente
- Creatività che svanisce sotto la pressione costante
- Turnover che costa all’azienda fino al 200% dello stipendio annuale per ogni persona che se ne va
- Assenteismo per stress che aumenta del 40% in team mal gestiti
La verità scomoda: molti leader credono di motivare, ma in realtà stanno demotivando sistematicamente i loro collaboratori e collaboratrici.
Cosa significa davvero leadership positiva
La leadership positiva non significa essere sempre sorridenti o evitare conversazioni difficili. Significa creare un ambiente dove le persone possono esprimere il loro potenziale massimo perché si sentono valorizzate, ascoltate e supportate.
La leadership positiva e la figura del CHO contribuiscono a ridurre lo stress e il burnout, migliorare la produttività senza aumentare la pressione, creare un ambiente di fiducia che stimola l’innovazione, attrarre e trattenere talenti in un mercato del lavoro sempre più fluido.
In definitiva, non è solo una questione di benessere, ma di strategia aziendale.
Chief Happiness Officer: una nuova figura strategica
All’interno di questa trasformazione culturale nasce il/la Chief Happiness Officer (CHO), una figura professionale sempre più richiesta, soprattutto in Europa. Il suo ruolo non è “organizzare feste in ufficio”, come a volte viene banalizzato, ma creare le condizioni affinché la felicità diventi un vantaggio competitivo.
Un report di Forbes del 2023 ha evidenziato che le aziende che hanno introdotto un CHO hanno visto un miglioramento del 37% nella retention e una crescita del 21% nella soddisfazione dei clienti. Il CHO lavora infatti a stretto contatto con HR e management per sviluppare programmi di benessere, politiche di work-life balance e processi che mettano le persone al centro.
Se sei un* leader che vuole trasformare il proprio approccio, devi sapere una cosa: il cambiamento è possibile a qualunque età e in qualunque fase della carriera. Ho visto trasformazioni straordinarie in manager con 30 anni di esperienza che hanno deciso di mettersi in discussione.
Il primo passo è sempre il più difficile: ammettere che si può migliorare. Il secondo è iniziare a ascoltare davvero le persone che guidi.
Il resto viene da sé, perché quando inizi a vedere le persone fiorire sotto la tua leadership, quando vedi i risultati migliorare insieme al clima aziendale, non torni più indietro.
La leadership positiva non è solo un modo migliore di gestire le persone. È un modo migliore di essere umani al lavoro.
I 5 pilastri della leadership positiva
Nel mio percorso come CHO, ho visto da vicino come i 5 pilastri della leadership positiva possono fare la differenza tra un manager qualunque e un leader trasformativo.
1. Ascolto attivo e autentico
Non basta sentire, bisogna ascoltare.
I migliori leader che ho incontrato dedicano il 70% del tempo nei meeting a ascoltare e solo il 30% a parlare. Hanno capito che ogni persona del team ha insights preziosi che possono migliorare risultati e processi.
Cosa faccio io come CHO: Organizzo “walking meetings” dove leader e collaboratori camminano insieme all’aperto. Il cambio di ambiente favorisce conversazioni più aperte e autentiche.
Tip pratico: Inizia ogni meeting chiedendo “Come stai davvero?” e aspetta la risposta autentica, non quella di facciata.
2. Riconoscimento significativo
Il riconoscimento è l’acceleratore più potente delle performance.
I dati mostrano chiaramente che team dove il riconoscimento è frequente e specifico hanno:
- 31% di produttività in più
- 37% di miglioramento nelle vendite
- 10 volte più engagement
Ma attenzione: deve essere autentico e specifico. “Bravo” non serve a nulla. “Grazie per come hai gestito la crisi cliente ieri, il tuo approccio empatico ha salvato il contratto” cambia tutto.
La mia regola d’oro: Ogni leader dovrebbe dare almeno 3 feedback positivi per ogni feedback di miglioramento.
3. Empowerment reale
Dare fiducia prima che sia “meritata”.
Ho visto leader trasformare completamente le performance del team semplicemente iniziando a delegare con fiducia invece che con controllo ossessivo.
L’empowerment reale significa:
- Condividere il “perché” dietro ogni decisione
- Dare autonomia nelle modalità di raggiungimento degli obiettivi
- Accettare che gli errori sono parte del processo di crescita
- Celebrare le iniziative, anche quando non vanno a buon fine
Caso pratico: In una delle nostre business unit, il manager ha iniziato a far presentare i risultati trimestrali direttamente dai team member invece che presentarli lui. Risultato? Engagement +45% e performance +28% in 6 mesi.
4. Sviluppo orientato alla crescita
Ogni conversazione è un’opportunità di crescita.
I leader positivi che ho osservato non vedono i loro collaboratori solo per quello che sono oggi, ma per quello che possono diventare. Investono tempo nel capire le aspirazioni individuali e allineano gli obiettivi aziendali con quelli personali.
Il mio approccio: Ogni trimestre organizzo “Future Self Sessions” dove le persone visualizzano dove vogliono essere tra 3 anni e costruiamo piani concreti per arrivarci.
5. Benessere come priorità strategica
Il benessere non è un costo, è un investimento.
Come CHO, ho i numeri che lo dimostrano:
- Team con alto livello di benessere hanno 40% di assenteismo in meno
- La soddisfazione lavorativa è il predittore più forte della performance a lungo termine
- Aziende con cultura del benessere hanno fatturati 2.5 volte superiori
I leader positivi capiscono che prendersi cura del benessere psicofisico del team non è “essere buoni”, è essere strategici.
Gli errori che vedo ripetere troppo spesso
Confondere positività con permissività
Leadership positiva non significa evitare conversazioni difficili o non dare feedback di miglioramento. Significa affrontare i problemi con approccio costruttivo.
Pensare che i soldi siano l’unico motivatore
I nostri dati mostrano che dopo un livello minimo di soddisfazione economica, autonomia, riconoscimento e crescita professionale sono molto più motivanti.
Applicare lo stesso approccio a tutte le persone
Ogni persona è motivata da fattori diversi. I migliori leader personalizzano il loro approccio.
Concentrarsi solo sui top performer
I middle performer sono spesso quelli con il potenziale di crescita più grande. Non trascurarli.
Come iniziare oggi: il tuo piano d’azione
Settimana 1: Diagnosi
- Fai un sondaggio anonimo al tuo team sulla leadership
- Chiedi feedback specifici su cosa funziona e cosa no
- Identifica le 3 aree di miglioramento prioritarie
Settimana 2-3: Ascolto intensivo
- Organizza one-to-one con ogni membro del team
- Fai domande aperte: “Cosa ti motiva di più?” “Cosa ti frena?”
- Ascolta senza giudicare o risolvere immediatamente
Settimana 4: Piano d’azione
- Definisci 3 cambiamenti concreti nel tuo stile di leadership
- Comunica al team che stai lavorando per migliorare e chiedi supporto
- Implementa un sistema di feedback continuo
Mese 2-3: Sperimentazione
- Testa nuove modalità di riconoscimento
- Delega qualcosa che normalmente faresti tu
- Celebra i piccoli progressi del team
Mese 4+: Misurazione e ottimizzazione
- Misura engagement e performance
- Raccogli feedback sui cambiamenti implementati
- Scala quello che funziona, modifica quello che non funziona
Il futuro appartiene ai/alle leader positive
Le nuove generazioni non accettano più leadership tossiche. I talenti migliori scelgono dove lavorare anche, e soprattutto, in base alla qualità dei manager. La leadership positiva non è più un nice-to-have, è un must-have per la sopravvivenza aziendale.
Le aziende che non evolveranno il loro approccio alla leadership si troveranno progressivamente svuotate dei talenti migliori. Quelle che abbracceranno la leadership positiva avranno un vantaggio competitivo enorme.
Come Chief Happiness Officer, il mio proposito è aiutare le organizzazioni a creare ambienti di lavoro dove le persone possano esprimere il loro potenziale massimo sentendosi valorizzate e felici. Se questo articolo ha risuonato con te, significa che sei già sulla strada giusta.


